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ATTACCHI DI PANICO

  Attacchi di panico

  Come riconoscere gli attacchi di panico

  Come si cura il paziente con attacchi di panico

  Conseguenze degli attacchi di panico

  Come curare gli attacchi di panico

  Durata della cura degli attacchi di panico

  Paura durante gli attacchi di panico

  Sintomi degli attacchi di panico

  Crisi di panico

Attacchi di panico: cosa sono

Attacchi di panico: come si presentano

Riconoscere gli attacchi di panico

Cura degli attacchi di panico

Quanto dura il trattamento del disturbo di panico

Paure del paziente con attacchi di panico

Esperienze di pazienti con attacchi di panico

Attacchi di panico e Ansia Sociale

Il paziente con attacchi di panico

Trattamento per Attacchi di Panico  e Agorafobia

Obiettivi del trattamento di attacchi di panico e agorafobia

Giusta interpretazione dei sintomi

Come si presenta l'attacco di panico

La crisi di panico

Terapia e terapia cognitivo comportamentale degli attacchi di panico

I sintomi degli attacchi di panico

AGORAFOBIA

Agorafobia

Cause dell'agorafobia

Trattamento e cura dell'agorafobia

 

ANSIA

  Trattamento e cura dell'ansia

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  Curare l'ansia con farmaci

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  Terapia comportamentale dell'ansia

  Come è fatta l'ansia

  Trattamento e cura dei disturbi d'ansia

  Curare l'ansia con la psicoterapia

  Il trattamento dell'ansia con la terapia cognitivo comportamentale

Note sull'ansia e sul panico

Cos'è l'ansia

Cause dell'ansia

Il paziente con ansia

Alterazioni nell'ansia

Farmaci per l'ansia

Il carattere ansioso

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Ansia, panico e e depressione

Ansia e depressione

Ansia e attacchi di panico

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Come affrontare ansia e panico

Prime indicazioni per la cura dell'ansia

Come affrontare ansia e panico

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Cura dell'ansia

Curare l'ansia per sempre

Psicoterapia dell'ansia

Terapia cognitiva dell'ansia

Ansia: attacchi di panico

Ansia: depressione

Ansia e Respirazione

Ansia e Ristrutturazione Cognitiva

Ansia e Terapia Cognitiva

Ansia e Statistuche

Ansia e teorie Biologiche

Ansia e rilassamento

 

SULL'HOME PAGE SI TROVANO LE SEGUENTI RISPOSTE

COS’E’ L’ANSIA?

QUALI SONO I DISTURBI D’ANSIA?

COS'E' IL DISTURBO D'ANSIA?

CHI VIENE COLPITO DAL DISTURBO D'ANSIA

QUALI SONO LE CAUSE DELL'INSORGERE DELL'ANSIA?

COME VIENE DIAGNOSTICATA L'ANSIA?

QUAL'E' LA PROGNOSI NELL'ANSIA?

QUALI SONO I TRATTAMENTI DELL'ANSIA?

LA CAUSA DELL'ANSIA

LA CURA DELL'ANSIA

COS’E’ UN DISTURBO D’ANSIA?

COME RICONOSCERE IL DISTURBO D’ANSIA?

COSA SIGNIFICA AVERE PAURA?

COSA SUCCEDE SE LA PAURA DIVENTA INCONTROLLABILE?

DI CHE COSA SI PREOCCUPANO LE PERSONE AFFETTE DA DISTURBO D’ANSIA?

QUALI SONO I SINTOMI FISICI DELL’ANSIA?

COME SI SCOPRE DI SOFFRIRE DI DISTURBO D’ANSIA?

COM’E’ LA VITA QUOTIDIANA DEI PAZIENTI CON ANSIA?

 

ANSIA DA SEPARAZIONE

  Cos'è l'ansia da separazione

ANSIA DA PRESTAZIONE

  Cos'è l'ansia da prestazione

  Cos'è l'ansia da prestazione sessuale

  Disturbi sessuali
  Terapia dei disturbi sessuali
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DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

Disturbo ossessivo compulsivo
Terapia e cura del disturbo ossessivo compulsivo
Cause del disturbo ossessivo compulsivo
Come curare il disturbo ossessivo compulsivo

 

  SINTOMI

I disturbi d'ansia sono una complessa famiglia

di disturbi che si esprimono attraverso una serie di

sintomi i quali, se ben definiti, attraverso una corretta diagnosi,

permettono oltre che a dare un nome corretto alla manifestazione,

anche il giusto punto di inizio per la cura

 

Sintomi della Fobia sociale

Sintomi della Fobia specifica

Sintomi dell'Ansia generalizzata

Sintomi del Disturbo Ossessivo Compulsivo

Sintomi del Disturbo Acuto da Stress

Sintomi del Disturbo da Dismorfimo Corporeo

Sintomi dell' Ipocondria

Sintomi del Disturbo Algico

 

 

 

 ATTACCHI DI PANICO


Il Disturbo di panico è un disturbo d'ansia caratterizzato da ricorrenti attacchi di panico. Esso può anche includere significativi cambiamenti comportamentali della durata di almeno un mese e comprendenti la preoccupazione di avere altri attacchi.

Il disturbo di panico non è uguale all’agorafobia, sebbene molti pazienti con disturbo di panico soffrono anche di agorafobia. Gli attacchi di panico non possono essere previsti, quindi un individuo può diventare ansioso e preoccupato a furia di  chiedersi continuamente quando si presenterà il prossimo attacco di panico. Il disturbo di panico può essere differenziato da una condizione medica, o squilibrio chimico. Il DSM-IV-TR descrive il disturbo di panico e di ansia in modo diverso. Mentre l'ansia è preceduta da fattori di stress cronico che produce reazioni d'ansia di intensità moderata che possono durare per giorni, settimane o mesi, gli attacchi di panico sono eventi acuti innescati da una causa  improvvisa, dove la durata della crisi è breve e i sintomi manifestati sono molto intensi.  Gli attacchi di panico possono verificarsi nei bambini, così come negli adulti. Il disturbo di panico nei bambini può essere particolarmente doloroso perché i bambini hanno meno coscienza e consapevolezza di ciò che sta accadendo.

Il Disturbo di panico è una malattia potenzialmente invalidante, ma può essere controllato e trattato con successo. A causa dei sintomi intensi che accompagnano il disturbo di panico, questo può essere scambiato per una malattia fisica pericolosa per la vita, come ad esempio un attacco di cuore. Questo malinteso spesso aggrava il problema o tende a scatenare attacchi futuri; per questi motivi, inoltre, le persone, in seguito ad una crisi, si recano spesso al pronto soccorso.


Chi soffre di disturbo di panico di solito ha una serie di intensi episodi di estrema ansia durante le crisi di panico. Questi attacchi durano una decina di minuti ma possono arrivare a durare anche 20 minuti. In alcuni soggetti gli attacchi di panico possono andare e venire ripetutamente per un periodo di ore (attacchi di panico a rotazione), e l'intensità e i sintomi specifici della crisi di panico possono variare in base alla durata.
In alcuni casi, l'attacco può continuare ad alta intensità senza sosta, o sembrare aumentare di gravità. I sintomi più comuni di un attacco includono battito cardiaco accelerato, sudorazione, vertigini, dispnea, e iperventilazione e in alcuni casi pensieri di morte imminente. Gli individui che vivono un episodio di panico spesso hanno un forte desiderio di fuggire dalla situazione che ha provocato l'attacco. L'ansia provata nel Disturbo di Panico è particolarmente grave e notevolmente episodica rispetto a quella da disturbo d'ansia generalizzata. Ci sono casi in cui gli attacchi di panico sono provocati da esposizione a determinati stimoli. Altri attacchi possono provenire apparentemente dal nulla.  Alcuni individui affrontano questi eventi su base regolare, a volte giornalieri o settimanali.

I sintomi esteriori di un attacco di panico sono spesso innescati da esperienze sociali negative (ad esempio imbarazzo, stigma sociale, ecc.)
 

Gli attacchi di panico solitamente si presentano quando il paziente si trova lontano da casa, tuttavia una crisi si può presentare ovunque ed in qualsiasi momento. Si potrebbe avere una crisi mentre si è in un negozio a fare acquisti, mentre si cammina per strada, mentre si guida l'auto, addirittura mentre si è seduti sul divano in una situazione apparentemente tranquilla.

I sintomi e i tratti distintivi di un attacco di panico si sviluppano improvvisamente e di solito raggiungono il loro picco massimo entro 10 minuti. Nella maggior parte dei pazienti la crisi si conclude entro 20, massimo 30 minuti. Dalla mia esperienza raramente una crisi effettiva dura più di questo tempo. 

Un attacco di panico completo include una combinazione tra più delle seguenti sensazioni e sintomi:

    * Mancanza di respiro e iperventilazione
    * Palpitazioni o battito cardiaco accelerato
    * Dolore o fastidio al petto
    * Tremore o senso di agitazione
    * Sensazione di soffocamento
    * Sensazione di irrealtà o sensazione di essere staccati dall'ambiente intorno
    * sudorazione
    * Nausea o mal di stomaco
    * Sensazione di vertigini, senso di stordimento, o sensazione di svenimento
    * Intorpidimento o sensazione di formicolio
    * Vampate di calore o brividi di freddo
    * Paura di morire

Sono in molte le persone che sperimentano un singolo attacco di panico senza avere ulteriori episodi o complicazioni, per questo non c'è alcun motivo di preoccuparsi quando il paziente ha avuto soltanto uno o due attacchi di panico. Tuttavia se ci si accorge che gli episodi iniziano a diventare più frequenti, bisogna intervenire il prima possibile per evitare di sviluppare un vero e proprio disturbo di panico. Il disturbo di panico è caratterizzato da attacchi di panico ripetuti che ben presto fanno conseguire dei cambiamenti nel comportamento e comparire paura persistente di poter avere ulteriori attacchi di panico improvvisi e inaspettati.

Si può avere un disturbo di panico se il paziente riconosce le seguenti condizioni:

- Esperienza di frequenti attacchi di panico inaspettati

- Preoccupazione di poter avere un altro attacco

- Comportarsi in modo diverso in conseguenza delle crisi di panico avute, come ad esempio l'evitare certe situazioni o luoghi dove in precedenza si è avuta una crisi di panico

Sebbene una crisi di panico duri soltanto pochi minuti, gli effetti dell'esperienza traumatica avuta può lasciare un'impronta più duratura. La persona che ha vissuto i bisogni di panico inizia ad avere uno stile di pensiero diverso dalle altre persone. Il ricordo dell'intensa paura ed il terrore che ha provato il paziente durante gli attacchi di panico può influire negativamente sulla sua autostima e causare gravi disagi alla qualità della sua vita quotidiana.

“E’ arrivato all’improvviso, ho cominciato a sentire un’ondata dopo l’altra di paura, ho sentito il mio cuore battere forte che pensavo uscisse fuori dal petto, avevo dolore diffuso alle gambe. Ho avuto così tanta paura che non riuscivo più a respirare. Cosa mi stava succedendo? Stavo avendo un attacco di cuore? Stavo per morire?”

Gli attacchi di panico fanno sentire la persona molto male e sono emotivamente debilitanti. Molto spesso coloro che subiscono il primo attacco di panico, corrono in ospedale perché credono si tratti di un infarto, e, quando scoprono che a livello fisico non c’è alcun problema, si sentono molto frustrati perché non riescono a capire cosa sia successo loro. Se una persona passa da un medico all’altro senza che gli sia diagnosticato il disturbo di attacco di panico, può passare anche un anno senza ricevere una cura adeguata e il panico aumenta provocando una situazione insostenibile da parte del paziente che si sente incompreso dal mondo intero, poichè i sintomi dell’attacco di panico sono molto reali e quest’esperienza può essere davvero traumatica. Alla base del problema c’è il continuo ripetersi:”quando mi accadrà di nuovo?”

 

Tutto ad un tratto ho sentito una tremenda ondata di paura. Senza nessuna ragione al mondo. Il mio cuore batteva forte. Sentivo un forte dolore al petto e respirare era sempre più difficile. Ho pensato che stavo per morire.

Ho molta paura. Ogni volta che comincio ad uscire, ho una sensazione terribile nella bocca dello stomaco, ed ho il terrore che sia in arrivo un altro attacco di panico o che qualcos'altro di terribile sconosciuto possa accadere.


Alcune persone temono così tanto il ripetersi dell’attacco di panico, che si rifugiano in “zone di sicurezza”, generalmente identificate con la propria abitazione. Questa situazione si chiama agorafobia, il paziente si sente costretto a restare in casa per poter meglio controllare un attacco di panico.
L’attacco di panico può essere spiegato come un incubo emotivo, ci si sente stretti in una morsa, e in preda ad una catastrofe; alcuni sentono di perdere il controllo e di fare delle brutte figure in pubblico, altri si sentono soffocare.

Le conseguenze di un attacco di panico sono devastanti: depressione, senso di impotenza verso il disturbo e la paura che possa accadere di nuovo rende la vita un vero e proprio inferno.
Purtroppo molte persone si rifiutano di chiedere aiuto per risolvere problemi come attacchi di panico, agorafobia, ansia e difficoltà connesse; questo comportamento risulta irragionevole perché sono tutti problemi curabili se trattati adeguatamente. Oggi per questi problemi si fa riferimento alla terapia cognitivo comportamentale che ha dato ottimi risultati anziché il vecchio stile di terapia basato sull’analisi. L’obiettivo della terapia è “come” riuscire ad eliminare i sentimenti e pensieri che hanno dato vita al circolo vizioso dell’attacco di panico. Queste persone non sono pazze e la guarigione dipende molto dalla gravità e durata del problema, ma soprattutto dalla volontà del paziente. Quando cambierà il modo della mente di rispondere al problema, allora l’ansia e il panico cominceranno a diminuire e non causeranno più problemi.
L’attacco di panico è una reazione del tutto naturale a una situazione in cui ci si sente minacciati, si cerca quindi di sfuggire, così come gli animali per istinto cercano di scappare dal loro predatore. Questa voglia di fuga si manifesta con un aumento di adrenalina, accompagnato all’ansia e al panico; il flusso di adrenalina e il conseguente aumento della pressione sanguigna, aumenta la forza e la consapevolezza del pericolo. La percezione del pericolo però può essere talmente elevata da provocare: vertigini, nausea, iperventilazione, confusione, mancanza di controllo, agitazione, tremore. Durante l’attacco di panico il corpo passa attraverso gli stessi processi fisici di quando si trova in una situazione di reale pericolo, la differenza è che non è questo il caso.

 

Diventano così normali pensieri quali:

• “sto diventando pazzo”
• “sto morendo”
• “ho un attacco di cuore”
• “mi sento soffocare, non respiro più” l
• “sto perdendo il controllo di me stesso


La terapia cognitivo comportamentale è risultata la terapia più efficace per combattere i disturbi d’ansia e di panico; si mette a fuoco il problema per rendere migliore il presente e di conseguenza anche il futuro.
E’ grazie a questo tipo di terapia e alla perseveranza del paziente che si possono ottenere ottimi risultati in breve tempo.

 

Modelli psicologici del disturbo di panico


Non esiste una sola causa per il disturbo di panico, però, è stato dimostrato come l'educazione gioca un ruolo importante nel determinarlo. E 'stata riscontrata inoltre una certa correlazione con molte malattie, come il disturbo bipolare e l'alcolismo.
Fattori psicologici, eventi di vita stressanti, transizioni di vita, l'ambiente, hanno un ruolo nell'insorgenza del disturbo di panico. Spesso i primi attacchi sono scatenati da malattie fisiche, stress maggiore, o alcuni farmaci. Le persone che tendono ad assumere responsabilità eccessive possono sviluppare la tendenza a soffrire di attacchi di panico.


Ci sono alcune evidenze che suggeriscono come l'ipoglicemia, l'ipertiroidismo, il prolasso della valvola mitrale, la labirintite, e condizioni di patologia respiratoria possono causare o aggravare il disturbo di panico.

Ci sono altri ricercatori che sostengono che  alcuni individui con disturbo di panico possono avere uno squilibrio chimico all'interno del sistema limbico e su uno dei suoi prodotti chimici: il GABA-A. La ridotta produzione di GABA-A invia informazioni false all'amigdala, la quale, in una condizione normale, regola la "risposta di lotta o fuga".

Una volta appreso con certezza che i sintomi manifestati, appartengono al disturbo di attacchi di panico, è necessario intervenire in modo mirato per risolvere il problema in maniera efficace e duratura nel tempo. Alla base del problema vi sono dei pensieri errati, che la terapia cognitivo comportamentale, si propone di modificare ed estinguere; tali pensieri entrano e permeano talmente tanto la vita di una persona, che fanno credere al paziente di vivere la normalità. E’ necessario, per risolvere il problema, rivolgersi a degli specialisti che sappiano come affrontare la situazione; purtroppo spesso, ci si affida a medici inesperti sull’argomento che propongono troppo semplicemente, come soluzione al problema, l’uso di psicofarmaci, che, è bene ricordare, possono soltanto alleviare i sintomi, ma non porre fine al disturbo.

Spesso, a causa dei sintomi percepiti, i disturbi d’ansia, vengono confusi con disturbi fisici, mentre invece si configurano come problemi di natura affettiva ed emotiva; solitamente infatti sono la conseguenza di eventi particolarmente stressanti. Ovviamente quando la soluzione prospettata, è l’uso di psicofarmaci, è normale per il paziente chiedersi se sia la strada migliore per risolvere il problema,  se dovrà assumerli per il resto della vita e di che tipo di vita si sta parlando...

Nel momento in cui il paziente sperimenta i sintomi del disturbo d’ansia, si verificano nel suo corpo dei cambiamenti a livello di alcuni neurotrasmettitori; il farmaco, ovviamente aiuta a riequilibrare lo squilibrio prodotto, ma è necessario indagare su cosa abbia provocato tali squilibri. Alla base della cura bisogna capire cosa abbia scatenato il problema, quali eventi e di conseguenza quali pensieri si siano manifestati. Qualora si cercasse di comprendere se si verifichino prima i sintomi o lo squilibrio a livello neurologico sarebbe del tutto inutile scindere le due cose, poiché, dinanzi ad alcuni eventi, mente e corpo si fondono nel creare una particolare situazione di lotta o fuga dal problema. Qualsiasi persona messa di fronte ad un pericolo, proverà i medesimi sintomi: battito cardiaco accelerato, sudorazione, irrigidimento muscolare, tutti necessari per proteggersi dal pericolo.

Il livello d’ansia percepito, dipende sostanzialmente dai pensieri fatti. Se il paziente percepisce la situazione come pericolosa, attiverà il meccanismo di difesa, che provoca ansia che in molti casi si manifesta proprio con attacchi di panico. Si può dunque concludere dicendo che non è la manifestazione esterna del pericolo a innescare la crisi di panico, bensì le sensazioni fisiche e psicologiche provate.

Come detto in precedenza, il farmaco ansiolitico, può alleviare i sintomi, ma non può risolvere assolutamente il problema. Nessuna sostanza chimica può farlo, poiché esse agiscono sul sintomo ma non sulle cause.

La pillola addolcisce ma non cura.

Non è da escludere che, in alcuni casi, ritenuti più gravi, una buona psicoterapia può essere accompagnata da alcuni psicofarmaci; in questo modo sarà più semplice creare una situazione meno ansiogena e quindi più collaborazione tra paziente e terapeuta. Effettivamente controllando l’ansia, il paziente può comprendere meglio la situazione e focalizzare l’attenzione sulle reali cause.
 

La terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento di scelta per il disturbo di panico.
Inoltre, le persone con disturbo di panico possono avere bisogno di cure per altri problemi emotivi come, ad esempio, depressione, disturbi di personalità e abuso di alcol.
Come per molti disturbi, avere una struttura di supporto nella famiglia e negli amici può contribuire ad aumentare il tasso di recupero. Durante un attacco, non è raro per il paziente sviluppare una irrazionale paura immediata, che spesso può essere moderata da un sostenitore che ha familiarità con la condizione.


Le attuali linee guida dell'American Psychiatric Association e dell'American Medical Association raccomandano in primo luogo la terapia cognitivo-comportamentale e successivamente  una serie di interventi psicofarmacologici. Esistono studi a sostegno della superiorità di efficacia con approcci di trattamento combinato.

PSICOTERAPIA DEGLI ATTACCHI DI PANICO

Il disturbo di Panico non sviluppa  in tutti gli stessi  sintomi fobici, anche se comunemente alcune fobie derivano dal disturbo di panico. La terapia cognitivo-comportamentale è una forma raffinata di psicoterapia dimostratasi efficace nel trattamento del disturbo di panico con o senza agorafobia. Un certo numero di studi clinici randomizzati hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale permette il recupero del 70-90% dei pazienti.
Clinicamente, la combinazione di psicoterapia e farmaci può produrre buoni risultati, e il miglioramento può essere notato in un periodo relativamente breve di tempo: circa 6, 8 settimane. La psicoterapia può migliorare l'efficacia dei farmaci, ridurre la probabilità di recidiva e offrire aiuto alle persone con disturbo di panico che non rispondono affatto ai farmaci.
L'obiettivo della terapia cognitivo-comportamentale è quello di aiutare un paziente a riorganizzare i processi di pensiero e i pensieri ansiosi riguardo le esperienze che provocano panico. Un approccio che ha avuto successo per l’ 87% dei pazienti in uno studio controllato, è la terapia di autoesposizione, che simula i sintomi di panico per permettere ai pazienti di vivere le sensazioni spiacevoli in un ambiente controllato ed imparare quindi a conoscerle e a controllarle.
Le induzioni di sintomi si protaggono generalmente per un minuto e possono includere:

    * Iperventilazione intenzionale: crea vertigini, derealizzazione, visione offuscata,
    * Trattenere il respiro: crea la sensazione  di fiato corto
    * Tensione muscolare: crea sentimenti di rigidità

La chiave per l'induzione è che gli esercizi devono simulare i sintomi più spaventosi di un attacco di panico e dovrebbero essere ripetuti 3-5 volte al giorno fino a quando il paziente ha poca o nessuna ansia in relazione ai sintomi che sono stati indotti. Spesso ci vorrà un periodo di alcune settimane per riuscire a non sentire più ansia in relazione ai sintomi indotti. Con ripetute prove, una persona impara attraverso l'esperienza, che queste sensazioni interne non hanno bisogno di essere temute e diventa meno sensibile alla sensazione interna. Dopo ripetute prove, quando verifica che nulla di catastrofico accade, il cervello impara (ippocampo e amigdala) a non temere le sensazioni, e il sistema nervoso simpatico, attiva le dissolvenze.
Per i pazienti il ​​cui il disturbo di panico comporta agorafobia, l'approccio tradizionale della terapia cognitiva è quello dell’ esposizione in vivo, in cui l'individuo affetto, accompagnato da un terapeuta, viene gradualmente esposto alla situazione reale che provoca panico.
Un'altra forma di psicoterapia che ha dimostrato efficacia in studi clinici controllati è la psicoterapia psicodinamica, che si concentra sul ruolo di dipendenza, l'ansia da separazione e la rabbia che causa il  disturbo di panico. La teoria di fondo postula che a causa di vulnerabilità biochimica, precoci esperienze traumatiche, o di entrambi, le persone con disturbo di panico hanno una dipendenza spaventosa dagli altri per il loro senso di sicurezza, che porta all’ansia da separazione  e a rabbia difensiva.
Studi clinici comparativi suggeriscono che le tecniche di rilassamento muscolare ed esercizi di respirazione non sono efficaci nel ridurre gli attacchi di panico. In realtà, gli esercizi di respirazione possono effettivamente aumentare il rischio di recidiva.
E’ necessario un adeguato trattamento da parte di un professionista esperto in grado di prevenire gli attacchi di panico o almeno ridurre sostanzialmente la loro gravità e frequenza, portando sollievo significativo alle persone con disturbo di panico.

Alcuni studiosi, hanno dimostrato il valore additivo di un trattamento combinato che incorpora un intervento di trattamento con SSRI con la terapia cognitivo comportamentale (CBT). I  pazienti sono stati randomizzati in due gruppi: uno in trattamento con terapia cognitivo comportamentale in un ambiente guidato, e il secondo che riceveva informazioni sulla terapia cognitivo comportamentale, senza sessioni guidate dal terapeuta. I risultati indicavano che il primo gruppo aveva una migliore tasso di risposta, ma che entrambi i gruppi dimostravano un miglioramento significativo nella riduzione della sintomatologia da panico.

Il disturbo di panico è un grave problema di salute che nella maggior parte dei casi può essere trattato con successo. Colpisce in genere durante la prima età adulta; infatti circa la metà di tutte le persone che hanno un disturbo di panico, sviluppano la condizione prima dei 24 anni; in particolare quelli sottoposti a esperienze traumatiche. Tuttavia, alcune fonti dicono che la maggioranza dei giovani colpiti per la prima volta sono tra i 25 e i 30 anni. Le donne hanno due volte più probabilità degli uomini di sviluppare il disturbo di panico.
Il disturbo di panico può persistere per mesi o anni, a seconda di come e quando si chiede il trattamento. Se non trattato, il disturbo può peggiorare al punto in cui la vita viene seriamente compromessa da attacchi di panico e da tentativi di evitare o nascondere la condizione. In realtà, molte persone hanno avuto problemi con i rapporti personali o di lavoro, mentre lottavano per far fronte al disturbo di panico. Alcune persone con disturbo di panico possono nascondere la loro condizione a causa dello stigma della malattia mentale.
 

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  ATTACCO DI PANICO

IL DIRETTORE

Dott. Pierpaolo Casto

 

Per Consulenza e Psicoterapia

Riceve a Casarano (Le)

per i paesi di Lecce,

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( Tel. 328. 9197451 )

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Direzione Scientifica  e Consulenze 

Dott. Casto Pierpaolo  - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Via Mazzini, 76  73042 CASARANO ( Lecce )  Tel. 328.9197451

 

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